“Perché nessuno si perda”! Al via la campagna nazionale di ACLI, CDO e Salesiani

Acli, Compagnia delle Opere e Salesiani Don Bosco hanno elaborato una proposta in 10 punti per sostenere il futuro dei giovani nel nostro Paese e invitano tutti a sottoscriverlo. Il perno di queste proposte è il rilancio dell’istruzione e formazione professionale (IeFP), risorsa strategica per combattere gli abbandoni scolastici e aiutare i giovani a entrare nel mondo del lavoro.

GARANTIRE A TUTTI LA POSSIBILITÀ DI SCELTA
1. Garantire in tutte le regioni italiane* l’offerta dei percorsi di IeFP a tutti i giovani che desiderano valorizzare i loro talenti, anche attraverso la riscoperta dei mestieri e della manualità. Si tratta di garantire la possibilità di assolvere l’obbligo di istruzione e adempiere il diritto/dovere all’istruzione e alla formazione sino al conseguimento di almeno una qualifica professionale entro i 18 anni, come previsto dall’ordinamento dello Stato del sistema educativo di istruzione e formazione, entrato in vigore a partire dall’anno scolastico 2010/2011.
* Il sistema della IeFP è attualmente presente solo in Piemonte, Lombardia, Veneto, Liguria, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Lazio, Sicilia, e nelle province autonome di Trento e di Bolzano.COMBATTERE LA DISPERSIONE SCOLASTICA
2. Non è sufficiente continuare a citare i dati del fallimento del nostro sistema educativo (dispersione scolastica altissima, giovani fuori da ogni percorso di studio, etc). Occorrono risposte concrete. La formazione professionale, promossa in modo sussidiario dagli Enti di formazione, nati dalla passione educativa per i giovani e da una spinta ideale, ha sviluppato un know-how e ottenuto risultati che la candidano naturalmente ad essere il fulcro delle politiche di contrasto alla dispersione scolastica, al bullismo e ad ogni forma di marginalizzazione dei giovani. In tal senso non può esserci possibilità di successo per una “garanzia giovani” che non parta da questo dato di realtà.FAR FUNZIONARE L’APPRENDISTATO PER L’INSERIMENTO LAVORATIVO DEI GIOVANI
3. La struttura produttiva delle nostre imprese (dimensione media 3,9 addetti) richiede che vi sia un sistema di formazione strutturato che si affianchi all’impresa nella fase di inserimento dei giovani. Il sistema della IeFP rappresenta il naturale fulcro per la costruzione di un efficace sistema duale in Italia. Solo così gli istituti come l’apprendistato e gli strumenti quali tirocini, stage e voucher, possono divenire realmente efficaci per l’inserimento lavorativo dei giovani. Il sistema della IeFP, unitamente a quello delle Agenzie per il lavoro, può inoltre sostenere e favorire la mobilità geografica nord–sud e sperimentare forme efficaci di alternanza istruzione/formazione/lavoro.

CREARE I SUPERTECNICI NECESSARI PER LO SVILUPPO DELLE NOSTRE IMPRESE MANIFATTURIERE E I PROFESSIONISTI PER LA VALORIZZAZIONE DEL TERZIARIO
4. Garantire in tutte le Regioni italiane l’offerta di specializzazione tecnica superiore sia attraverso i percorsi biennali/triennali degli Istituti Tecnici Superiori (ITS), quale formazione terziaria non accademica sia attraverso i percorsi annuali IFTS, quale completamento della formazione professionale a livello di post diploma professionale come previsto dall’ordinamento dello Stato. Le Fondazioni ITS, di recente costituzione, rappresentano una novità importante per la formazione dei supertecnici e dei professionisti di cui ha bisogno il nostro sistema economico per recuperare la competitività perduta. La loro costituzione, che coinvolge gli enti della formazione professionale, le scuole, le imprese, le università e gli enti locali, rappresenta una novità da sostenere e da incrementare.

SOSTENERE LA FORMAZIONE LUNGO TUTTO L’ARCO DELLA VITA
5.
Prevedere un ruolo specifico del sistema della formazione professionale nell’erogazione dei servizi propri delle politiche attive a favore delle persone espulse dal mercato del lavoro o a rischio di perdere il posto di lavoro, anche attraverso un’efficace cooperazione tra la IeFP e i servizi per il lavoro.Occorre passare dalla logica che crea esodati e utilizzo sproporzionato della cassa integrazione, a misure capaci di sostenere realmente il percorso lavorativo lungo tutto l’arco della vita, garantendo sicurezza ai lavoratori e
flessibilità alle imprese. In quest’ottica, occorre anche lavorare per la riconoscibilità e la certificazione delle competenze.GARANTIRE LA QUALITA’ DEL SISTEMA FORMATIVO
6.
Garantire il rispetto dei livelli essenziali delle prestazioni dei percorsi di IeFP per presidiarne la qualità in tutte le regioni. Per questo è necessaria e urgente l’adozione – da parte del MIUR – del regolamento previsto all’articolo 15, comma 4, del D.Lgs. 226/05 e la continuità nell’erogazione delle risorse già previste dall’ordinamento vigente a carico del bilancio dello Stato.GARANTIRE ADEGUATE RISORSE PER LA FORMAZIONE PROFESSIONALE
7.
Garantire il finanziamento dell’IeFP a livello regionale e nazionale sulla base di costi standard su base capitaria e lo svincolo della relativa spesa sostenuta dalle Regioni dal conseguimento degli obiettivi fissati dal patto di stabilità interno. Rendere, inoltre, chiare e trasparenti le disposizioni fiscali sulla formazione professionale. Pur in un quadro di risorse scarse, non si può non investire su uno dei cardini per lo sviluppo dell’occupazione e della competitività del Paese. La strada intrapresa per il sistema scolastico, che in qualche misura rappresenta un’inversione di tendenza, deve essere perseguita anche per il sistema della formazione professionale.

VISIBILITA’ DELL’OFFERTA, a partire da “LA SCUOLA IN CHIARO”
8.
Inserire l’offerta formativa dei percorsi di IeFP sul sito web del MIUR, alla stessa stregua di quanto ora avviene per l’offerta degli istituti scolastici, in modo che gli studenti e le loro famiglie ne abbiano conoscenza, in particolare, sulla piattaforma “La Scuola in chiaro”, a partire dalle prossime iscrizioni all’as. 2014/2015, oltreché nelle attività di orientamento.

CHIARIRE IL QUADRO GIURIDICO FISCALE DEL SISTEMA DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE
9.
È necessario sburocratizzare (pur mantenendo il necessario e doveroso controllo sull’utilizzo delle risorse
pubbliche) gli aspetti procedurali, fiscali e amministrativi che interessano il sistema della formazione professionale a partire dal riconoscimento dei costi standard.

RUOLO DI COORDINAMENTO DEGLI ENTI DI FORMAZIONE
10.
Fare leva sul ruolo degli Enti di coordinamento nazionale della Legge 40/87 per rafforzare il sistema di IeFP a livello nazionale e federale; sviluppare i relativi percorsi di istruzione/formazione/lavoro nelle regioni dove la IeFP è più debole; diffondere le buone pratiche realizzate; dare vita ad un sistema nazionale delle qualifiche e dei diplomi professionali, costruito anche con il coinvolgimento delle parti sociali; sviluppare nuove misure formative richieste dalle politiche nazionali ed europee a favore dell’apprendistato; sostenere la cooperazione scuola-formazione-lavoro per l’occupazione dei giovani. A questo fine, sarebbe molto utile la previsione di un Programma operativo nazionale (P.O.N.) per la IeFP nell’ambito della prossima programmazione 2014/2020 dei fondi strutturali, da realizzare in collaborazione con i Ministeri competenti e le Regioni interessate.

Guardare la realtà, osservare l’evoluzione dei fenomeni, imparare dall’esperienza. Questo è il metodo sviluppato dal sistema dell’istruzione e formazione professionale. I percorsi di istruzione e formazione professionale (IeFP) che si svolgono in laboratorio, in tirocinio e in situazione lavorativa, rappresentano il perno del sistema duale nel nostro Paese.

I dati ci danno ragione
La domanda dei giovani e delle loro famiglie è cresciuta negli ultimi anni molto rapidamente: gli iscritti ai percorsi di IeFP sono passati dai 23.500 dell’a.f. 2003/2004 (primo anno di sperimentazione) agli oltre 281.000 dell’a.f. 2012/2013.
Le strutture di formazione professionale accreditate dalle Regioni sono state in grado, per mancanza di risorse, di accogliere solo 130.000 domande, a fronte di un numero di richieste molto più elevato, proveniente soprattutto dalle regioni del nord.
Una parte della domanda è rimasta così insoddisfatta. Molti genitori hanno fatto lunghe code per iscrivere i loro figli ai percorsi di IeFP per l’anno 2013/2014 senza riuscirci, nonostante ne abbiano diritto. Le strutture formative accreditate per la IeFP sono, a pieno titolo, parte integrante dei nuovi ordinamenti del sistema educativo di istruzione e formazione in atto dall’anno scolastico 2010/2011.

Perché?
■ Come segnalano da anni le riflessioni dell’ISFOL in materia, i qualificati in uscita dai percorsi della IeFP esprimono performance migliori di altri percorsi;
■ a un anno dalla qualifica, il 70% dei ragazzi ha trovato un primo lavoro e l’85% lavora dopo due anni; il tipo di occupazione è molto coerente con la qualifica professionale conseguita (ben il 64% dei casi);
■ i percorsi di IeFP raggiungono alte quote di successo formativo nonostante si tratti certamente della popolazione studentesca più difficile per insuccessi formativi pregressi, livello di motivazione, orientamento all’obiettivo, problemi sociali e familiari;
■ la IeFP è un formidabile strumento di contrasto agli abbandoni scolastici: il 50% degli iscritti è “recuperato” da altri percorsi (cioè dalla scuola);
■ i percorsi di IeFP promuovono interesse verso lo studio e l’apprendimento: a tre anni dalla qualifica, circa il 10% dei qualificati sta svolgendo un’ulteriore esperienza di formazione;
■ la IeFP è anche una grande opportunità di inclusione sociale, come dimostra il fatto che circa il 16% degli allievi sono ragazzi stranieri nati in Italia o ricongiunti;
■ il sistema di IeFP si sta evolvendo verso il IV anno: oltre 4.400 allievi scelgono di continuare dopo aver conseguito una qualifica professionale;
■ la IeFP investe cifre ingenti per attrezzare i propri laboratori: infatti molti giovani preferiscono questi percorsi proprio perché consentono di imparare un mestiere attraverso la manualità;
■ nonostante questo il costo della IeFP è inferiore rispetto alle scuole statali di analogo indirizzo del 25-30%.
Fonti: ISFOL, Indagine sugli esiti formativi e occupazionali dei qualificati nei percorsi triennali di Istruzione e Formazione Professionale (Anna D’Arcangelo, a cura di), 2012. Indagine commissionata dal Ministero del Lavoro e svolta da IRES-Cgil, L’efficacia della formazione professionale per i giovani. Verso un modello nazionale di valutazione, Anna Teselli (a cura di), Donzelli, Roma, 2011.

I percorsi di IeFP sono dunque efficaci e gratificanti: le valutazioni dell’esperienza formativa sono molto positive e quelle più alte provengono proprio dai qualificati. L’alta soddisfazione è confermata dal dato che l’85% di giovani rifarebbe la scelta di iscriversi ad un percorso della IeFP.
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